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日志


3月11日

berlino 3. I LOVE BERLIN

come va ragazziz?
qua tutto bene, sapete, fin troppo bene. va tutto talmente bene da star male.
come dire. il livello di comunicabilità è estremamente superiore a milano o a, mio dio, bergamo city.
la maggior parte dei discorsi vertono sulla città, berlino, e sul rapporto fra l'indivuduo e la città.
gli occhi della gente dicono: 
IBERLIN.
e anche i miei.
 
oggi svegliatami alle undici.
dopo aver mangiato una fetta di una torta favolosa preparata con amore culinario dal mio coinquilino mi sono recata verso pranzlauerberg dove ho temporeggiato tutto il pomeriggio nel floumarket.
le bancarelle non avevano alcuna logica nella disposizione.
venditori di crepes affiancavano artisti minimalisti.
scarpe. tappi. per le orecchie. orecchini. orecchie. vinili di stimabile valore. oggetti di valore. persone di valore. caffè. prato. chi cazzo è quello? amo il verde. shout! say you will. siete svedesi? no, perchè, sembriamo forse svedesi? è un caffè grande quello. sì. achso. mmm. pozzanghere. asiatici. inglesi che cantano.
poi comprata bici che va come una scheggia e con la quale ho attraversato mezza città.
ora non so che fare. mangio la pasta coi broccoli poi dormo.
 
 
3月7日

berlino 2. jam session

ho cantato a berlino.
locale sulle rive del fiume dove si supponeva ci fusse musica elettronica.
in realtà c'era una jam session non di musica elettronica.
quindi sapete come funzionano le jam session. uno sale sul palco, fa quello che deve fare e scende dal palco. ed è quello che ho fatto io.
è molto commovente ciò che la musica può fare. il nostro amico berlinese che abbiamo recuperato per la strada quando ci eravamo persi cercando il locale, non riusciva a smettere di dirmi che era affascinato dal fatto che tutte queste persone di lingue diverse parlassero di fatti la stessa lingua.
sìsìs.
anche i berlinesi esistono, non sono delle specie in via di estinzione come si può pensare.
e comunque, dato che sono italiana e dato che è tanto bello far sentire la propria lingua a gente straniera ho iniziato a cantare dicendo cose tipo il nome della mia via e altri non sense che suonano molto italienish.
anyway.
vado da qualche parte.
ciao.
 
 
3月6日

berlino 1. impressioni

sono ormai da cinque giorni a berlino e finalmente ho appoggiato i miei bagagli. per due mesi non dovrò più trasportare tutto quel peso inutile in giro per la città.
berlino è una città irreale.
ma lo sapevate già.
domani per occupare i nostri cervelli bisognosi io e giulia andremo a lichtenberg, un quartiere estremamente a est, abitato da disadattati e neonazisti. andremo semplicemente a fotografare lo squallore urbano, i casermoni e i risvolti dei jeans dei passanti. il cielo sarà inizialmete grigio, poi verso il crepuscolo si potrà intravedere della speranza in rosa tra le nuvole. al che torneremo verso kreuzberg, fra turchi e punk borghesi e mangeremo una pasta little italy.
lichtenberg. oh lichtenberg! perchè sei così poco amato? perchè il kreuzberg, il friedrichshein e l'est hanno una dignità che tu ancora rifiuti?
chi se ne frega.
io mi sento come lichtenberg qua. sapete. non sono che una piccola ragazza arrivata da una piccola città in una piccola stanza. non sono nessuno.
ma penso che sia proprio questo il bello. il fatto che io non sia nessuno e che potrei essere chiunque. potrei perfino essere me stessa. incredibile.
di questa città non ho capito ancora niente, cammino e cammino, guardo le persone, le strade, i palazzi, guardo le scritte sui muri, le porte, le scarpe, ma non ho ancora capito niente.
il fatto è che qui siamo dei disperati. persone che per diversi motivi si ritrovano a vivere a berlino come portati dal flusso. come se ciò avesse un senso. tutti soli e perciò uniti. tutti a scrivere, leggere, studiare e creare. non ho ancora conosciuto nessuno che faccia qualcosa di concreto, che abbia a che fare con la materia.
non voglio sembrare una sognatrice. questa città è fatta di cemento, di mattoni e di legno come tutte le altre. è fatta anche di spiriti e di morte. di marciume colorato.
ma ve l'ho detto, ancora non ci ho capito un bel niente e selvaggio è il vento.
e io dove andrò?
per ora rimango qui nella mia casa a kreuzberg col mio coinquilino israeliano che non si ricorda più come è finito a berlino.
ciao.