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Blando

cina sarda

l'ingenuità senza ritegno
August 07

tutta colpa dei cattolici

cuore che batte con insistenza
ma non ho paura
di cosa poi
tutto è ok
io sono ok
tu sei ok
 
tutta questa insicurezza ancestrale, perchè non va semplicemente tutto a rotoli rotolando e non triangolando?
 
cosa vuol dire?
 
oh merda. sicuramente qualche cazzo di pervertito starà mettendo dei video osceni su youporn contribuendo allo sfacelo dell'umanità.
 
è tutta colpa delle suore. io lo so, loro si depilano le gambe di nascosto. le suore hanno delle gambe indescrivibilmente bianche, tendenti al verde. lo so perchè da bambina alzavo di continuo le gonne delle suore, pensavo che sotto avessero nascosto qualcosa.
è colpa del catechismo se ho crisi di panico, sensi di colpa, sensi di vuoto, sensi di sensi. c'era un'aria così tesa a catechismo, una noia indescrivibile, lei era una vecchia coi capelli tinti e la forfora.
il prete aveva una voce carina, ma era troppo irascibile e faceva vedere troppi film sui cattolici che tendono a volersi bene. a me facevano pena tutti quei cattolici felici ma così out. già allora le persone out mi facevano pena.
ad un certo punto il prete dice: "anche i tossici hanno il diritto di entrare nella casa del signore". ah. come cristo. le mamme si preoccupavano, la casa del signore era piena di tossici.
 
a noi ragazzini quasi stavano simpatici ma non interagivamo con loro e loro ci vedevano come dei puri angeli. alla fine non facevano altro che andare in bagno e farsi. stare tranquilli.
 
 
paranoia, the destroyer.
 
July 27

racconti di montagna

per arrivar qui siamo saliti di notte con una torcia e il led cinese.
francesco pretendeva di salire col buio più totale, ma non lo pretese più quando stava per cadere in qualcosa che sembrava il nulla.
all'inizio pensavo di morire, mai ho avuto uno sconforto tale in montagna, il cuore in gola e il respiro affannoso, tutto perchè non stavo seguendo il mio passo, che è uno dei passi più lenti che si possano immaginare. lumacoide. so che solo così posso raggiungere qualsiasi vetta senza affanno, pensando, meditando, parlando, osservendo e senza l'ossessivo pensiero di arrivare in cima. seguire ugo e cogi nel loro passo, definizione esemplare di passo di capra di montagna, è una follia. vanno su quasi saltellando e con un'espressione compiaciuta sul volto, sudando poco e accontentandosi di una luce fioca di cellulare; ci apettavano ogni tanto per non distanziarci troppo, magari anche ridendo per qualcosa di divertente.
dopo due ore di camminata al buio, con le stelle che parevano lontanissime si apre una vallata con la teleferica e capiamo che manca davvero poco alla casa. ancora cinque minuti e da lontano appare una visione, una valle scura dove non si ditingue nulla e una casa illuminata, che sembra dipinta da quanto è meravigliosa e da quanto io sono miope.
arriviamo e in tutto siamo sette umani e quattro cani. alla casa di aspettano pamela, che mi piace ogni tanto chiamare pamma (da pamela + mamma), e daina con i suoi tre cani. beviamo the caldo, osserviamo le stelle e ad un certo punto arriva anche la luna ad illuminare tutto rendendomi qualcosa più chiaro. marta, con cui sono stata empatica per tutto il viaggio, forse perchè era l'unica altra donnadurante la salita, provando nausea, mal di testa e sonno quando li sentiva lei, mi diceva ogni tanto delle saggezze di montagna che mi stupivano...
May 30

idea per un romanzo

Dopo aver letto una raccolta di saggi di Hans Magnus Enzensberger, mi rendo conto a) che l'oggettività non esiste e che il termine "oggettivo" e consimili non si dovrebbero utilizzare ma b) anche la pura soggettività è ai ferri corti perchè plasmata da anni e decenni e secoli di lavaggio del cervello.
Enzensberger cita vari esempi per cui la cultura, o cosidetta tale, è in serie, solo alcune tipologie di opere letterarie si possono salvare, ma nella loro qualità originale.
Una di queste è la satira. Una delle opere satiriche più riuscite fu "Gulliver", che smaschera atteggiamenti del reale camuffandoli con mostruosità, ingigantendoli a tal punto da renderli paurosi.
Considerata la situazione attuale in Italia, vedi Berlusconi, vedi mass media per lo più ridicoli, vedi gente impaurita da non si capisce più cosa e che per ciò non riesce più a guardare ad un metro da sè perchè impegnata nei cavilli della paranoia collettiva, vedi il confronto con il resto dell'Europa civile ecc, ho deciso di scrivere un romanzo satirico, alla "Opinioni di un Clown" di Boell per intenderci.
Non so se andrà a buon fine, ma vorrei smascherare vari atteggiamenti che non sopporto più del Belpaese, soprattutto avendo visto come girano diversamente le cose in altri stati.
Chissà se andrò oltre la decima pagina...
 
 
 
December 15

dopo aver visto bergman

Ogni azione mi sembra monitorata da un’inquadratura perfetta, i gesti acquisiscono una sensualità inaudita. Esco dalla doccia con la consapevolezza che i capelli bagnati e freddi si poggiano sulla schiena modellandosi sinuosamente e compatti; le gocce che scorrono sulla fronte sono ruscelletti lenti e veloci che sfiorano gli occhi espressivi e la bocca morbida.

Le parole divengono calibrate, anche le sciocchezze che sembro proferire sono prese in prestito da lui. Dico: “Farò il caffè, allora” con la stessa intensità con cui dico “Potrei morire”. La bocca si muove come ombreggiata da un bianco e nero ad alta saturazione, metà del volto mi pare coperto da una nera ombra e l’altra metà da una luce così intensa che definirei divina.

Cammino piano, i passi non sono più goffi, cammino come se mi poggiassi su delle sfere bianche e delicate, non posso pensare di essere mortale, non lo vorrei, non dopo aver visto quel film di lui.

I posteri dimenticheranno me, lui, l’energia che io sprigiono in completa solitudine e la gioia nel pensare alla rinascita che verrà.

La rinascita dello spirito.

Anche adesso non sono io a parlare, oh no. Sono posseduta dal mare, dal freddo, dal vento gelido che mi sfiorò prima quando osservavo lo schermo. Sono posseduta da lui.

Ero io ad essere rappresentata, non voi, non tu.

September 13

I periodi della mia vita

mi sento post nucleare, a tratti.
guardo la tv, vedo donne bellissime accarezzare cuscini e mi spavento. poi vedo un video di justin timberlake, molto ben fatto devo dire. poi mi annoio parecchio e mangio salame in piedi.
 
periodo dell'ingenuità finito.
 
I PERIODI DELLA MIA VITA:
1) L'INIZIAZIONE: 12-13 anni: dopo aver capito di avere un cervello e aver rinnegato il fervore cattolico decido di provare esperienze disparate. qualcuno se ne accorge e decide per me che non ho capito un cazzo e che è meglio che stia a casa a non far niente
2) RIFLESSIONI ADOLESCENZIALI: 13-14 anni: pur non essendo d'accordo sul fatto di dover riamnere in casa a non far niente, sfrutto l'immensità del mio tempo a leggere e a riflettere su banalità, che nel dato periodo mi sembravano intuizioni geniali. mi dispiaccio dei problemi del globo e mi lamento spesso rompendo i coglioni un pò a tutti. scrivo delle poesie di pessimo gusto estetico. mi invaghisco dei tipici ragazzi belli del liceo.
3) BOH: 15-16-17 anni: proseguo più o meno con l'andazzo del periodo delle riflessioni adolescenziali ma con più accuratezza. smetto di scrivere poesie di pessimo gusto e scrivo dei racconti abbastanza interessanti. dico di non credere nell'amore e nel matrimonio.
4) ESSERE PANTOFOLAI: 18-19 anni: dopo essermi innamorata decido che non mi va di far nulla se non essere innamorata. mi isolo dal mondo circostante, annoio molta gente. sono monogama.
5) RICERCA DELLA PUREZZA: 20 anni: vado a new york e tutto il resto mi fa schifo. frequento posti con gente che non conosco e non mi va di conoscere. ricerco la purezza in me e negli altri ma non la trovo e quindi arrivo nel...
6) PERIODO DELL'INGENUITà: 21-22 anni: storicamente impossibile da definire.
 
 
 
 
 
July 09

ciao

ciao a tutti.
la mia personalità si è affusolata.
qui mi dà già a noia a essere sincera ma anche il pensiero di tornare a berlino a non fare niente mi metterebbe ansia.
ho bisogno di concretezza contadina. ho bisogno di veder crescere i pomodori e dire "questo è il frutto dei miei sforzi".
 
 
March 11

berlino 3. I LOVE BERLIN

come va ragazziz?
qua tutto bene, sapete, fin troppo bene. va tutto talmente bene da star male.
come dire. il livello di comunicabilità è estremamente superiore a milano o a, mio dio, bergamo city.
la maggior parte dei discorsi vertono sulla città, berlino, e sul rapporto fra l'indivuduo e la città.
gli occhi della gente dicono: 
IBERLIN.
e anche i miei.
 
oggi svegliatami alle undici.
dopo aver mangiato una fetta di una torta favolosa preparata con amore culinario dal mio coinquilino mi sono recata verso pranzlauerberg dove ho temporeggiato tutto il pomeriggio nel floumarket.
le bancarelle non avevano alcuna logica nella disposizione.
venditori di crepes affiancavano artisti minimalisti.
scarpe. tappi. per le orecchie. orecchini. orecchie. vinili di stimabile valore. oggetti di valore. persone di valore. caffè. prato. chi cazzo è quello? amo il verde. shout! say you will. siete svedesi? no, perchè, sembriamo forse svedesi? è un caffè grande quello. sì. achso. mmm. pozzanghere. asiatici. inglesi che cantano.
poi comprata bici che va come una scheggia e con la quale ho attraversato mezza città.
ora non so che fare. mangio la pasta coi broccoli poi dormo.
 
 
March 07

berlino 2. jam session

ho cantato a berlino.
locale sulle rive del fiume dove si supponeva ci fusse musica elettronica.
in realtà c'era una jam session non di musica elettronica.
quindi sapete come funzionano le jam session. uno sale sul palco, fa quello che deve fare e scende dal palco. ed è quello che ho fatto io.
è molto commovente ciò che la musica può fare. il nostro amico berlinese che abbiamo recuperato per la strada quando ci eravamo persi cercando il locale, non riusciva a smettere di dirmi che era affascinato dal fatto che tutte queste persone di lingue diverse parlassero di fatti la stessa lingua.
sìsìs.
anche i berlinesi esistono, non sono delle specie in via di estinzione come si può pensare.
e comunque, dato che sono italiana e dato che è tanto bello far sentire la propria lingua a gente straniera ho iniziato a cantare dicendo cose tipo il nome della mia via e altri non sense che suonano molto italienish.
anyway.
vado da qualche parte.
ciao.
 
 
March 06

berlino 1. impressioni

sono ormai da cinque giorni a berlino e finalmente ho appoggiato i miei bagagli. per due mesi non dovrò più trasportare tutto quel peso inutile in giro per la città.
berlino è una città irreale.
ma lo sapevate già.
domani per occupare i nostri cervelli bisognosi io e giulia andremo a lichtenberg, un quartiere estremamente a est, abitato da disadattati e neonazisti. andremo semplicemente a fotografare lo squallore urbano, i casermoni e i risvolti dei jeans dei passanti. il cielo sarà inizialmete grigio, poi verso il crepuscolo si potrà intravedere della speranza in rosa tra le nuvole. al che torneremo verso kreuzberg, fra turchi e punk borghesi e mangeremo una pasta little italy.
lichtenberg. oh lichtenberg! perchè sei così poco amato? perchè il kreuzberg, il friedrichshein e l'est hanno una dignità che tu ancora rifiuti?
chi se ne frega.
io mi sento come lichtenberg qua. sapete. non sono che una piccola ragazza arrivata da una piccola città in una piccola stanza. non sono nessuno.
ma penso che sia proprio questo il bello. il fatto che io non sia nessuno e che potrei essere chiunque. potrei perfino essere me stessa. incredibile.
di questa città non ho capito ancora niente, cammino e cammino, guardo le persone, le strade, i palazzi, guardo le scritte sui muri, le porte, le scarpe, ma non ho ancora capito niente.
il fatto è che qui siamo dei disperati. persone che per diversi motivi si ritrovano a vivere a berlino come portati dal flusso. come se ciò avesse un senso. tutti soli e perciò uniti. tutti a scrivere, leggere, studiare e creare. non ho ancora conosciuto nessuno che faccia qualcosa di concreto, che abbia a che fare con la materia.
non voglio sembrare una sognatrice. questa città è fatta di cemento, di mattoni e di legno come tutte le altre. è fatta anche di spiriti e di morte. di marciume colorato.
ma ve l'ho detto, ancora non ci ho capito un bel niente e selvaggio è il vento.
e io dove andrò?
per ora rimango qui nella mia casa a kreuzberg col mio coinquilino israeliano che non si ricorda più come è finito a berlino.
ciao.
 
 
 
February 15

tornata

sono tornata per tutti i miei numerosi ammiratori che invadono la mia posta elettronica con i complimenti più svariati. sono tornata, figli di puttana e vi voglio bene, vi amo.
ora. chi pensava che io fossi deceduta o qualcosa del genere porta rogna e può anche smettere di frequentare il mio blog o di frequentare me, sai quanto me ne frega.
 
certo che è proprio adorabile insultare le persone, è stimolante.
 
ora. fra poco, ragazzini miei adorabili, mi laureo e vi dirò di più visto che siete dei curiosi schifosi e putridi, me ne andrò a berlino per tre mesi mentre voi resterete nelle vostre rispettive città ad annoiarvi e contemplare i mobili degli uffici pubblici cercando un'estetica che accomuni la nostra generazione. me ne vado finalmente dopo aver maturato un senso di indifferenza generale che mi sta portando all'apatia.
io io io
voi voi voi
 
 
 
cvosa?
cosa?
 
cerco di tirare le fila di questo discorso, se siete in vena di seguirmi. tutto va a puttane qui, tutto! e non mi va più di entusiasmarmi per la particolare luce che con i particolari mattoni del condominio qui di fronte crea una particolare armonia estetica. mio dio. vorrei che l'atmosfera cambiasse. ho rinunciato ai dialoghi da venti secondi.
 
mah.
 
comunque non per ciò sono infelice.
 
voi io tu
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